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Il Nepal Pavillon di Wiesent, come riusare un vecchio Expo

Expo sì, no, forse?

Sinceramente non ci siamo fatti un´idea precisa sulla cosa, ma dobbiamo dire che i toni disincantati del Guardian non ci lasciano indifferenti.

Sicuramente un grande evento, di certo milioni di cose interessanti da vedere, provare, gustare e fotografare tutte in un sol colpo. Per i curiosi di natura l´eden e, visto il tema di questa edizione ("Nutrire il pianeta, energia per la vita"), anche il paradiso dei golosi.

Noi anche siamo entusiasti, tanto che quando c´è stata la chiamata per contribuire a riempire di ricette il sito expowordrecipes non ci siamo tirati indietro (e considerata la nostra epica pigrizia non è stata cosa da poco).

Eppure qualcosa ci lascia perplessi e non parliamo degli strafalcioni di comunicazione.

L´idea che questa grande "festa" si lascerà alle spalle kg di monnezza proprio non ce la possiamo togliere dalla testa.

A sfatare queste preoccupzioni verdi, però, ci sono anche casi famosi di Expo che hanno prodotto strutture destinate a entrare nella storia, basti pensare all´Expo del 1889 che ci ha lasciato in eredità uno dei monumenti più famosi di Parigi e della Francia (e dai diciamo anche dell´Europa, così ci sentiamo anche un po´partecipi), ovvero l´inossidabile Torre Eiffel.

E come dimenticare l´Atomium che è rimasto a Brussells dopo l´esposizione del 1958?

Edizione di non poco conto, ci "ha lasciato" anche l´ennesimo delizioso, imperdibile romanzo di Johnatn Coe: l´Expo 58.

(Per chi non lo sapesse ancora siamo dei fan di Coe, tra l´altro il nome di questo blog è proprio un omaggio al suo "La banda dei brocchi").

Oltre a questi casi famosi ci sono anche piccole storie che passano inosservate finchè non le incontriamo sul nostro cammino.

Una di queste piccole storie è quella dei padiglione nepalese realizzato per l´Expo di Hannover del 2000.

Noi, che siamo un po´caprette, nemmeno sapevamo che ce ne fosse stato uno in Germania finchè non abbiamo incontrato questo delizioso tempio nepalese alle pendici della foresta bavarese.

Se ci seguite su instagram avrete già avuto modo di vedere una piccola anticipazione.

Purtroppo non avevamo con noi la reflex e abbiamo solo foto fatte con lo smartphone, ma meglio di niente.

 

Il Nepal Pavillon di Wiesent, come riusare un vecchio Expo

Un signore (che nel nostro immaginario è miliardario) ha visto il padiglione dell´Esposizione mondiale di Hannover, ha detto "bello st´accrocco, mo lo pijio e me lo metto ner boschetto".

Sicuramente non sarà andata così, ma ci piace vedere le cose in maniera colorita :D

 

Il Nepal Pavillon di Wiesent, come riusare un vecchio Expo

Sta di fatto che come un uomo medio si comprerebbe il galeone da modellismo, costui si è preso un intero padiglione, della serie "Eh compratela ´na cosuccia!".

Di certo il proprietario avrà coronato un sogno personale, ma ha anche realizzato un ottimo esempio di riuso.

Speriamo che anche le strutture dell´Expo di Milano possano diventare un esempio di buone pratiche. E visto che ci piace essere ottimisti vogliamo credere che le fantastiche menti crative che pullulano Milano sappiamo trovare soluzioni.

Il Nepal Pavillon di Wiesent, come riusare un vecchio Expo

Il nostro "modellista in grande scala" ne ha fatto un buon business.

Piano piano ha aggiunto altri tempietti, statue, il giardino zen, fiori, piante e qui si è sbizzarrito: ora ci sono 3500 specie vegetali da ammirare.

 

Il Nepal Pavillon di Wiesent, come riusare un vecchio Expo

Detta così potreste pensare che sia un posto kitsch e invece no, tutto è veramente armonico e passeggiarci è piacevole.

Il Nepal Pavillon di Wiesent, come riusare un vecchio Expo

Dobbiamo dire che anche l´angolo souvenir non è fastidioso (ma ce ne siamo tenuti alla larga... comprare artiginato esotico in Bayern non ci ispira per niente).

 

Il Nepal Pavillon di Wiesent, come riusare un vecchio Expo

 

Non è sempre aperto, quindi se volete andare vi consigliamo prima di dre uno sguardo al sito QUI

L´ingresso ha un prezzo abbordabile ed è un bel modo per trascorrere un pomeriggio diverso.

Speriamo che anche le strutture dell´Expo di Milano possano diventare un esempio di buone pratiche. E visto che ci piace essere ottimisti vogliamo credere che le fntstiche menti crative che pullulano Milano sappiamo trovare soluzioni.Non è sempre aperto, quindi se volete andare vi consigliamo prima di dre uno sguardo al sito QUI

Con l´occasione vi ricordiamo che ci sono mille e uno modi di aiutare il Nepal.

Da quelli internazionalmente noti e accreditati (come l´Unicef QUI) a quelli di più piccola dimensione (come, appunto il Nepal pavillon, nella cui home page si specifica che hanno contatti diretti e che per questo nessun euro di sostegno andrà perso; QUI il loro messaggio con iban)

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