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Frikadelle, Fleischpflanzer, polpette, chiamateci come volete

Partiamo da una banalità, dall'inconfutabile, noioso, stranoto  "la lingua tedesca è complessa" per arrivare a qualcosa che forse non sapete e che potrebbe titillare i vostri neuroni di foodies.

In Italia ci sono le "polpette", declinate in infiniti modi nelle cucine regionali, cittadine, condominiali e talvolta ci sono vulgate differenti perfino nelle famiglie. Bianche, al sugo, vegetariene, di pesce e altro ancora, ma tutte "polpette".

In Germania ci sono "Bulli", "Prachtschinken", "Eternitplätzchen" o "Hunde­puffer", "Bäckerbraten" o "Semmeltörtchen", "Frikadellen", "Buletten" e svariati altri nomi.

In un articolo di Gerd W. Sievers (in questo carinissimo articolo a cui siamo debitori per il nostro post) leggiamo che esistono ben 50 modi differenti per chiamare le polpette; (ovviamente ci sono anche qui delle differenze di preparazione: grigliate, fritte, etc).

In Baviera, ovviamente, hanno un loro modo di nominarle, mica potevano essere da meno! Qui in terronia del Sud potete parlare solo di "Fleischpflanzerl".

Noi ci "siamo sacrificati" per voi e abbiamo provato a fare le tipiche Fleischpflanzerl di Regensburg che hanno una particolarità in più: sono fatte con la leggendaria mostarda dolce di questa città. 

Frikadelle, Fleischpflanzer, polpette, chiamateci come volete

Questa mostarda (che insieme alle salsiccette alla brace è l'unico prodotto della città) è nata nel 1910, dalle sapienti mani di Karl e Johanna.

E chi erano questi? Una coppia di sposini, probabilemte innamorati, ma sicuramente abili nel loro mestiere: i due avevano una macelleria nel centro della città.

Una tipica casa-negozio, niente di speciale rispetto alle altre infinite Metzgerei dell'epoca; un posto come tanti finché non decidono di dare un plus al proprio prodotto preparando una mostarda da abbinare alla carne.

Bene dagli anni '60 la macelleria non esiste più. 

La mostarda era così buona che la Händlmaier, questo il nome della famiglia, è diventata leader di mercato in Germania e ormai sono specializzati in mostarde, hanno chiuso con la carne.

 

Noi le abbiamo servite nel più classico dei modi, il piatto misto: le abbiamo accompagnate con insalata di cetrioli e insalata di patate (un giorno vi parleremo anche di queste).

Ah, visto che sono enormi basterebbero 2 a persona... Ma sono goduriosissime vi consigliamo di invitare massimo 4 persone con la nostra dose.

 

NOTE

L'etichetta non ha la spiga sbarrata, ma QUI è classificata come glutenfree e QUI riportano che un lettore ha contattato l'azienda e ha saputo che tutti i loro prodotti sono senza glutine.

Comunque esistono anche süße senf con la spiga sbarrata in etichetta ^_^ Non saranno quella supertipica di cui parlano pure le guide turistiche, ma chissene'! L'importante è essere supertranquilli.

E se non trovate la mostarda dolce da nessuna parte? Beh secondo noi sono buonebuone anche senza, ma meno particolari.

Frikadelle, Fleischpflanzer, polpette, chiamateci come volete
Ingredienti*

circa 500 g carne macinata mista (maiale e manzo) 

2 uova

1 cipolla

1 cucchiaio maggiorana tritata (se non la trovate fresca va bene secca)

1 cucchiaio prezzemolo tritato

2 cucchiai mostarda dolce 

1 panino piccolo (mollica di un panino vecchio ammollata in acqua e strizzata; noi 2 fette di pane)

1 pizzico di noce moscata

sale q.b.

pepe q.b.

pan grattato q.b. (aggiungere alla bisogna se ha una consistenza troppo molla)

olio q.b.

Procedimento

Preparare una dadolata di cipolla e metterla a soffriggere con il prezzemolo. 

In una coppa mettere tutti gli altri ingredienti, mescolare e infine aggiungere il soffritto dorato.

Aggiustate di sale e la consistenza con il pan grattato.

Preparare delle grosse polpette, come un pugno, e cucinarle in padella.

Il riultato finale prevede una crosticina esterna che contrasta con la tenerezza interna, sehr lecker!

Provatele e fateci sapere!

 

"Tutti gli ingredienti per essere consumati tranquillamente dai celiaci devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili, o riportare la scritta SENZA GLUTINE sulla confezione."

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