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Cous Cous freddo sui tetti della Tuscolana

Il titolo di questo post potrebbe essere rubato a Amara Lakhous. Seee ci piacerebbe! 
Lui sicuramente avrebbe avuto qualche idea più intrigante, ma non possiamo negare che mentre pensavamo a come  titolare questo post il pensiero è corso subito a questo autore e abbiamo sorriso. Dopo "Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio" e "Divorzio all'islamica a viale Marconi" perché no la Tuscolana?
Se siete degli affezionati della Banda sapete che ne abbiamo già parlato (altrimenti potete andare QUI) ma se non vi basta sapere cosa ne pensiamo noi (giustamente!) e preferite leggere qualcosa di veramente interessante, un'intervista con i fiocchi, beh allora non potete assolutamente perdervi "Intervista ad Amara Lakhous" di Frailibri, un delizioso blog ricco di golosità librarie.
Come sempre ci siamo persi per strada, confusi nei rivoli delle mille cose che vorremmo dire, nel rincorrere i pensieri che si affastellano, ma torniamo al nostro cous cous.
la preparazione delle coppette
In origine voleva essere un tabulè, anzi facciamo le persone serie tabbouleh, perché una nostra cara amica marocchina chiamava tabulè l'insalata di cous cous freddo. Abbiamo fatto una veloce ricerca su wikipedia per linkare questo post  e abbiamo scoperto che per i più il tabulè è un'insalata di burgul
Per noi questa ricetta si chiamerà sempre tabulé in onore di Alis, ma ci pieghiamo ai voleri della rete per questo post.
Lo sapete che se gli amici chiamano siamo pronti a rispondere, se chiamano per una festa partiamo in quarta e se poi la festa è su un tetto che dire? Ci entusiasmiamo più degli organizzatori!
Dobbiamo ammettere che quando è arrivato l'invito "roof party con musica dal vivo, ognuno porta qualcosa da mangiare o da bere" il pensiero è stato immediato: "Ah, finalmente possiamo fare una foto figa per il blog! Sìsì tabulè in coppetta!".
Ammettiamo che oltre al nostro bieco egoismo da neo blogger a sostenere la scelta c'è stato il fattore funzionalità: mooolto mooolto più comodo far trovare ai commensali delle microporzioni, altrimenti si rischiava di inondare il tetto con granelli di semola per ogni dove, non sarebbe stato carino.
La ricetta è facilissima e ottima per le feste perché può essere preparata tranquillamente la sera prima.
Alla base di tutto c'è "l'ammollo" del cous cous. Noi abbiamo scelto del cous cous integrale sia perché preferiamo il sapore, sia perché siamo convinti che regga meglio.
Gli ingredienti sono semplici
cous cous (confezione da 250 gr)
peperoni 2 grandi (uno giallo e uno rosso)
melanzana 1 grande
sale
olio evo
aglio 
basilico
menta
Prendere il cous cous, riporlo in una ciotola capiente, versare un paio di giro d'olio (2 cucchiai pieni), sgranarlo un po' con le mani e poi ricoprirlo di acqua e aggiungere un pizzico di sale (circa un cucchiaino può andar bene).
A questo punto vi potete dedicare alle verdure, il segreto è nella cottura separata. Non temete, alla fine è anche comoda la divisione in padelle, tanto ammettiamolo nessuno ha le super caccavelle da ristorante in casa.
Noi abbiamo preso 5 zucchine grandi, le abbiamo tagliate a dadini e poi cotte in padella con aglio, olio (non troppo) e un pizzico di sale. Stessa procedura per i peperoni (uno rosso e uno giallo per giocare un po' con i colori) e per la melanzana. 
Una volta cotte le verdure abbiamo granato bene bene il cus cous, che nel frattempo aveva assorbito tutta l'acqua e abbiamo incorporato le verdure.
A questo punto abbiamo tritato un pugno pieno di basilico e un pugno piccolo (circa 2/3 cucchiaini) di menta e abbiamo e abbiamo condito il nostro bel tabulè/insalata di cous cous.
Coperto il tutto con della velina a filo e messo in frigo fino alla sera dopo. 
Potete servirlo direttamente in un grande piatto, in piattini o, come noi, in coppette da gelato.
Il risultato è stato ottimo! L'unica pecca la scelta delle posatine. I cucchiai di legno sono molto chic, ma decisamente poco entusiasmanti nel contatto con il palato, la maggior parte dei commensali ha avuto un brivido lungo la schiena al contatto con il legno ruvido e ha cambiato posata. 
Quindi il nostro consiglio è usare le posate di mais se volete essere ecosostenibili, quelle di metallo se ne avete  tante e/o potete/volete lavarle.
Se dopo tutto ciò vi abbiamo fatto venire voglia di cous cous, ma non in insalata, uno caldo, gustoso, di pesce, beh andate a curiosare il nostro cous cous di pesce.

AGGIORNAMENTO:
Con questa ricetta partecipiamo a Carving in the kitchen

Il titolo che proponiamo è MaiSolo-> Mai Solo
E questa ricetta si abbina bene, secondo noi: si può portare in giro (vedi il carretto della scultura) ed è conviviale, per questo il non sentirsi "Solo". "Mai", per creare l'ovvio gioco di parole con il mais ^_^
Vi piace? Allora andate anche voi su ammodomio per giocare con Carving in the Kitchen

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neve di marzo 06/06/2011 21:44

bello questo contrasto tra il cous-cous piatto arabo e il freddo mondo urbano occidentale,complimenti per la preparazione!

Kiara 06/03/2011 11:49

Bellissima idea!!! Un bacione!

Federica 06/01/2011 17:11

Grandioso il cous cous nelle coppette da gelato :D! Vegetariano lo adoro. Bacioni

labandeibroccoli 05/31/2011 18:00

@titti: felici che ti piaccia la presentazione in coppetta ^_^
@lamelannurca: ahah tutti contro le posatine di legno!
@letiziando: grazie cara!
@rosaria: provalo integrale e facci sapere!
@I sognatori di Cucina e nuvole: sìsì anche con le verdine crude è buono, il prossimo lo faremo così :))
@muscaria: ...marcia delle coppette sul tetto ;)
@marina: bello "estate sulla tuscolana" poteva essere un bel titolo :)
@La Gaia Celiaca: wikipedia ci ha fatto scoprire che il tabulè è con il bulghur, ma non ne siamo tanto sicuri
@andrea: spolveratore di coppette ;) pensa e noi che ti credevano solo impegnato con il vino ^_^
@sergio: veniamo a guardare

sergio 05/30/2011 10:18

Carissimo/a
Sto aggiornando l’elenco dei food blog italiani
Mi piacerebbe sapere:
In che anno hai aperto il blog
Possibilmente la tua città e provincia.

Grazie
Puoi comunicarmelo al seguente link (se vuoi)

http://griglia-e-pestello.blogspot.com/p/food-blog-italiani.html


sergio.